Norma mina indipendenza
[martedì 7 febbraio 2012] - fonte: Ufficio Stampa
L'Anm esprime la propria ferma
contrarietà al contenuto dell'emendamento approvato dalla Camera
dei Deputati che, modificando la legge sulla responsabilità civile
dei magistrati, ha l'effetto di minare la terzietà, l'indipendenza
e l'autonomia dei magistrati e, quindi, il principio di uguaglianza
dei cittadini di fronte alla legge.
Con tale emendamento si amplia a
dismisura l'area della responsabilità civile dei magistrati,
introducendo l'azione giudiziaria diretta nei loro confronti e
includendo nella sfera della responsabilità civile anche l'attività
interpretativa del giudice.
Contrariamente a quanto il suo
proponente afferma, l'emendamento non è affatto una conseguenza
necessaria delle decisioni della Corte di giustizia dell'Unione
europea, che ha sempre fatto esclusivo riferimento alla
responsabilità dello Stato, e si pone, invece, in assoluto
contrasto con i principi e gli atti delle Istituzioni europee.
Una normativa come quella che viene
proposta non esiste in alcun ordinamento democratico. Negli Stati
Uniti, in Gran Bretagna, in Canada, in Israele il giudice non può
mai essere chiamato a rispondere per gli atti compiuti
nell'esercizio delle funzioni. In Germania la responsabilità civile
è limitata alle sole ipotesi di reato. In Francia, nei Paesi Bassi
e in Svizzera è esclusa ogni forma di azione diretta nei confronti
del giudice.
Il principio "chi sbaglia paga",
sempre invocato nella polemica contro i giudici, non tiene conto
del fatto che già in Italia esistono ben cinque forme di
responsabilità: penale, civile, disciplinare, contabile e anche
professionale.
Per questi motivi, la magistratura
intende rappresentare in tutte le sedi, politiche e istituzionali,
nel rispetto delle prerogative di tutte le istituzioni, nonché
all'opinione pubblica, le ragioni della profonda contrarietà alla
proposta di riforma in discussione.
Il Comitato direttivo centrale
prende atto positivamente dell'incontro fissato per domani con il
presidente del Consiglio e con il ministro della Giustizia.
Dà mandato al presidente dell'Anm
di convocare in via d'urgenza una nuova riunione del Cdc per
assumere ogni iniziativa di protesta, nessuna esclusa,
in caso di esito negativo del confronto.
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